L’editor e il correttore di bozze.

Capita, è capitato, capiterà a ogni editor.

L’editor è a una cena di quelle in piedi, in cui non si sa mai come bilanciare il bicchiere di vino, la forchetta e il piatto con dentro una quiche dagli ingredienti sospetti, oppure è in pizzeria, a una tavolata di venticinque persone che non conosce, perché Massimo aveva detto: “Andiamo a farci una pizza, porto un paio di amici che voglio farti conoscere”.
L’editor intavola discorso con qualche sconosciuto e, invariabilmente, la domanda è:

“Tu di cosa ti occupi?”

A questa frase, l’editor dimentica tutta l’amarezza dimostrata nei post precedenti, gonfia il petto e spiega come forse non sia un artista, ma possa sicuramente paragonarsi a un abile artigiano che, con un’accorta opera di cesello, con pennellate decise ma invisibili, con un certosino lavoro di carta vetrata, che causa silicosi ma dà tanta soddisfazione, riplasmi un romanzo o una traduzione a uso e consumo del lettore che, sebbene goda i frutti di questo lavoro, non verrà mai a sapere dell’esistenza dell’umile demiurgo.
Insomma, l’editor traccia di sé il ritratto di un eroe contemporaneo.

“Ah, quindi sei correttore di bozze?”

La prossima volta resto a casa.

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Filed under lavoro, svago

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