Se scrivono tutti, perché io no?

Quella del titolo penso sia la domanda da un milione di dollari del Monopoli che prima o poi ogni editor si pone.

Insomma, passiamo la vita a rendere leggibili libri che avrebbero fatto meglio a rimanere nel word processor degli autori, e capita che ci si chieda:
“Visto che saprei sicuramente scrivere di meglio, perché non lo faccio?”
E la risposta è: perché no.

Perché in Italia sono più gli scrittori che i lettori, perché chiunque abbia un livello di scolarizzazione superiore alla scuola media si ritiene in dovere di scrivere (in realtà, a volte, il livello di scolarizzazione è appunto la scuola media), perché, sopratutto, si dovrebbe scrivere (o parlare) quando si ha qualcosa da dire, non quando si hanno gli strumenti per farlo.
Si sta perdendo la decorosa arte di tacere.

Insomma, se mai annuncerò che sto scrivendo un libro, sparatemi un colpo in fronte.

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4 Comments

Filed under cultura, letteratura, svago

4 responses to “Se scrivono tutti, perché io no?

  1. Mah, secondo me nons ta prorpio così, il punto non è la gente che scrive troppo, il punto sono le case edirici che pubblicano roba indecente scritta coi piedi e che non significa nulla! Non credi?
    LaStancaSylvie

  2. Anche!
    Spesso si pubblica a pagamento, quindi chiunque tiri fuori i soldi può assurgere al rango di “scrittore pubblicato”.
    Ma è anche vero che molti pensano di avere qualcosa di interessante da dire, quando non è così. Servirebbe un po’ più di autocritica severa da parte degli aspiranti scrittori.

  3. Di sicuro, però ritengo sempre che i professinisti del settore abbiano al colpa principale: sono le case editrici, le agenzie, gli editor che dobrebbero dire a chi ha velleità da scrittore che invece non è tagliato per farlo. Sennò i professionisti che ci stanno a fare? Poi l’autocritica è un gadget che tutti dovrebbero avere ovvaiemnte!
    LaStancaSylvie

  4. Infatti nel periodo in cui ho fatto valutazione di manoscritti, ne ho bocciato il 99,99%!
    Nella mia funzione di editor, invece, né l’editore mi ha mai chiesto se ritenessi meritevole di pubblicazione un testo, né un autore ha mai avuto il coraggio di chiedermi: “Ti è piaciuto il mio libro?”. 🙂

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