Tutto il mondo è paese. Anche il mondo editoriale.

Sarebbe troppo bello pensare che chi fa cultura, chi pubblica cultura sia alieno da clientelismi e dal perpetrare ingiustizie tipiche di ogni umana attività.

Dunque succede che un editor davvero eccezionale, non solo dal punto di vista professionale ma anche umano (e che purtroppo non sono io!), abbia lavorato con passione e dedizione, per più di due anni, allo svecchiamento della traduzione di un classico francese.

E visto che anche il mondo dell’editoria ha le sue brutture, e considerato anche il fatto che nessuna casa editrice ha l’obbligo di indicare l’autore dell’editing nel frontespizio del libro, questo sia stato pubblicato accreditando l’amante dell’editore come traduttrice dell’opera.

Che importa se la traduzione non è stata effettuata e la signora in questione non conosca neanche il francese! Dettagli.

Ma, come si dice, il diavolo giace nei dettagli.

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3 Comments

Filed under lavoro

3 responses to “Tutto il mondo è paese. Anche il mondo editoriale.

  1. Ah beh, l’editoria una ne fa e cento ne pensa di cose come questa. Non c’è differenza se produci cultura o salame, sempre la grana e i vantaggi personali sono la cosa più importante. Ti blogrollo anch’io!
    LaStancaSylvie

  2. Se tutto il mondo è paese, in effetti il mondo editoriale è tutto il mondo, più che il paese.

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